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Quando iniziai la mia attività nel 1986, il trattamento del cotto era considerato un lavoro per pochi eletti. Spesso si trattava di artigiani chiamati “Maestri Trattatori” provenienti dalla Toscana, che si vantavano di essere i depositari di una tradizione secolare. Il trattamento del pavimento era considerato dal cliente, una spesa, anzi un costo, spesso volontariamente nascosto da chi gli aveva venduto il pavimento, e per questo motivo da evitare o ridurre il più possibile.
Era convinzione diffusa che per fare un trattamento fosse sufficiente lavare con l’acido e dare un paio di mani di cera.
Se fosse stato così facile non si capisce perché, soprattutto, agli inizi abbiamo sgrassato, decerato, recuperato e ritrattato centinaia di pavimenti. Da queste esperienze iniziali ho capito la differenza fra lavoro e professione, ed ho scelto di essere un “Professionista”.
In questi anni è emersa gradualmente la consapevolezza che il pavimento è un vero e proprio investimento e come tale deve essere salvaguardato. Trattare il pavimento significa avere cura del proprio patrimonio, della propria casa, del proprio benessere.
Un “Professionista” deve avere competenze di tecniche costruttive, di geologia, di chimica, di tecnica ceramica, di economia. Inoltre deve “saper fare” e “saper comunicare” la propria conoscenza e la propria esperienza.
Deve saper valutare le condizioni di cantiere, capire il prodotto “pavimento” consigliare il miglior intervento che tenga conto del gusto del cliente, della facilità di manutenzione, della durata nel tempo. Affidarsi ad un Professionista non significa necessariamente spendere di più, ma spendere meglio.
Buona navigazione Dr. Gino Spadoni
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